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SHORT OUT: IL FESTIVAL CINEMATOGRAFICO CHE SEGNERA’ L’ESTATE LAINATESE

SHORT OUT: IL FESTIVAL CINEMATOGRAFICO CHE SEGNERA’ L’ESTATE LAINATESE

Short Out: un festival dal sapore internazionale nel cuore di Lainate

Dal 15 al 17 luglio una grande ventata di arte, cultura e vitalità si espanderà nel cuore di Lainate. Fra due settimane, infatti, nella suggestiva cornice del Teatro Naturale di  Villa Visconti Litta, avrà luogo la prima edizione di Short Out, un festival cinematografico dal respiro internazionale: saranno in gara 20 opere provenienti dall’Italia e da tutto il mondo, che si contenderanno i premi Best National, Best International e Best Film. Oltre alle proiezioni sono previsti diversi momenti di aggregazione (mostre, interviste, aperitivi, stand commerciali e food&beverage) che renderanno il week end un appuntamento imperdibile per tutta la cittadinanza. La cosa però ai nostri occhi più bella non sono il livello dei cortometraggi e del programma, che pure sono fondamentali, ma il fatto che questo grande evento sia stato pensato e realizzato interamente da un gruppo di giovani under 30 del nostro territorio: Odoardo Maggioni, Luca Garavaglia, Roberto Clerici, Francesca Veraldi, Federica Speziali, Flavio Piccoli e Silvia Filipazzi, che insieme hanno costituito Tutti Frutti ETS, l’associazione culturale che sta organizzando il Festival.

Con questi presupposti Studio Muliari non ha avuto difficoltà a decidere di sponsorizzare l’iniziativa. Oltre al piacere di sostenere un gruppo di giovani lainatesi, abbiamo condiviso anche gli obiettivi di fondo, e cioè il voler rappresentare uno spazio di riflessione sui temi che attraversano la periferia, valorizzando l’arte e la cultura cinematografica e promuovendo l’inclusività nella provincia.

Il team di giovani alla guida di Short Out. Da sinistra: Federica Speziali, Odoardo Maggioni, Francesca Veraldi, Roberto Clerici e Luca Garavaglia

In questi giorni abbiamo incontrato Luca Garavaglia, direttore artistico di Short Out insieme a Odoardo Maggioni, e gli abbiamo chiesto com’è nata questa bella idea, i motivi che hanno spinto gli organizzatori a individuarne i temi di fondo e i traguardi futuri che si pone Tutti Frutti.

Luca Garavaglia, direttore artistico di Short Out Festival con Odoardo Maggioni

Come nasce l’idea del Festival?

Nasce dalla passione per il cinema e dalla voglia di creare qualcosa per la comunità. Per il nostro territorio, infatti, con gli altri soci fondatori di Tutti Frutti ETS negli ultimi 5 anni abbiamo messo in piedi diverse iniziative: cineforum, incontri con l’autore, mostre fotografiche e pittoriche, altri eventi dall’ampio respiro culturale quali poetry slam e tornei di scacchi. Organizzando questi appuntamenti, a poco a poco, abbiamo cominciato a mettere a fuoco questa idea del Festival, che ha preso vita quest’anno con il fondamentale sostegno dell’Amministrazione Comunale. Siamo convinti che i giorni del Festival non avranno solamente un significato artistico, ma saranno una grande occasione di vitalità e socialità per tutta la città, anche grazie agli eventi collaterali in programma.

Perché puntare sui cortometraggi e sul concetto di margine e periferia?

A nostro avviso, il cortometraggio rappresenta un modo di pensare e fruire il cinema quantomai contemporaneo: in pochi minuti una storia viene svelata, indagata e risolta. Non solo, ma il conseguimento di questa operazione ha il potere di rivelare i germogli di nuovi talenti emergenti. I corti hanno poi una natura democratica, avendo costi contenuti e puntando solo sulla forza di un’idea. Per questo abbiamo scommesso su questa forma d’arte, che già nel resto del mondo è riuscita a ritagliarsi i propri giusti spazi e la propria dignità. Per quanto concerne invece il concetto di margine occorre fare un discorso più ampio. La valorizzazione degli spazi periferici – come lo è Lainate, dal punto di vista della città metropolitana – diventa quanto mai attuale in un momento storico che investe sull’accentramento. Alla periferia, al margine, viene invece ingiustamente attribuito un ritardo nella produzione artistica; riteniamo invece che nei margini esista una linfa artistica degna di valorizzazione e che lo spazio del festival possa essere uno spunto di riflessione su una tematica non adeguatamente approfondita.

State già ragionando sul futuro della rassegna?

In questi giorni siamo ovviamente concentrati sul portare a casa questa edizione, ci sono tantissime cose a cui dover pensare! Tuttavia, il nostro orizzonte è certamente più ampio. Il sogno per il futuro, ricollegandoci anche al discorso della valorizzazione dei margini e delle periferie, è quello di rendere Short Out un festival duraturo e diffuso, che possa quindi coinvolgere anche città e paesi limitrofi, con proiezioni ed eventi correlati.

Tutto pronto per il primo Ciak di Short Out Festival…

ALLA SCOPERTA DEL CENTRO SALESIANO DI ARESE, FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

ALLA SCOPERTA DEL CENTRO SALESIANO DI ARESE, FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Il Centro Salesiano di Arese, fiore all’occhiello della formazione

Lo scorso 21 giugno siamo stati invitati dalla Professoressa Paola Perferi, coordinatrice del settore grafico, a visitare la sede di Arese del CNOS-FAP (Centro Nazionale Opere Salesiane Formazione e Aggiornamento Professionale), collocata all’interno delle strutture del Centro Salesiano San Domenico Savio.  L’incontro, utile anche per gettare le basi di un evento che ci vedrà coinvolti nel mese di settembre, è stata l’occasione per scoprire una vera eccellenza del territorio, un fiore all’occhiello della formazione professionale, che i cittadini della zona dovrebbero conoscere meglio. In tal senso proviamo a dare il nostro piccolo contributo con questo focus di Persone, Ambiente & Territorio.

 

 

IL CENTRO SAN DOMENCO SAVIO

Il Centro San Domenico Savio viene fondato da don Francesco Beniamino Della Torre come casa di rieducazione il 29 settembre 1955. Quel giorno, infatti, i Salesiani sono succeduti in Arese all’Associazione Nazionale Cesare Beccaria. Con il loro arrivo nasce dapprima la scuola elementare, poi la scuola media ed infine, nel 1978, con l’avvento del CNOS-FAP, la Formazione Professionale, “come risposta ai bisogni di un nuovo inserimento dei giovani nella società”. L’intuizione di portare i Salesiani ad Arese si deve al Cardinal Montini, futuro Paolo VI, il papa che per primo cominciò a viaggiare fuori dell’Italia e che seppe portare a termine il Concilio Vaticano II dopo la morte di Giovanni XXIII. Montini, da poco giunto a Milano come arcivescovo, era stato coinvolto dal prefetto, che gli aveva chiesto un consiglio su come intervenire sui ragazzi detenuti nella casa di correzione di Arese. Celebre la sua risposta: «Questa è una realtà da affidare ai Salesiani».

Il Centro ha accolto ogni anno centinaia di ragazzi provenienti da famiglie povere del territorio e da contesti sociali a rischio di emarginazione, dando loro un’istruzione ed inserendoli nel mondo del lavoro.  Dalle origini molto è cambiato, ma non lo spirito del fondatore, che ancora detta le linee educative. Oggi il Centro, oltre ai 740 ragazzi iscritti al CNOS-FAP, ospita una sezione aggregata della Scuola Media Silvio Pellico di Arese, un dopo scuola per pre-adolescenti ed una decina di ragazzi inviati dai servizi sociali, a cui vanno aggiunti 28 giovani che vivono al Centro, nelle tre comunità alloggio accreditate.

Il centro visto dall’alto: una vera città nella città, dedicata ai giovani ed alla formazione

 

IL CNOS-FAP

Come anticipato sopra, il CNOS-FAP annovera oltre 740 iscritti, distribuiti su sei indirizzi: operatore meccanico, operatore elettrico, operatore grafico, operatore del legno, operatore della ristorazione. Inoltre, il CNOS-FAP organizza corsi gratuiti da 20 ore ciascuno per adulti e lavoratori in cassa integrazione di CAD CAM, CNC, PLC, elettrotecnica, falegnameria, reti wireless, Autocad, informatica.

I tratti distintivi del Centro sono lo straordinario collegamento con il tessuto produttivo del territorio e la qualità dei suoi laboratori, una vera grande risorsa per tutti gli studenti. Proprio con una rassegna fotografica di questi spazi chiudiamo questo nostro focus, ma torneremo presto a parlare del Centro Salesiano.

 

Il laboratorio di grafica digitale

 

Uno scorcio del laboratorio di elettronica

 

Il laboratorio di falegnameria

 

La frase che guida i ragazzi di falegnameria

Il laboratorio degli operatori meccanici: una vera e propria officina

 

La cucina degli operatori della ristorazione

 

Le serre per i laboratori di agricoltura

 
 
Agricoltura: un laboratorio a cielo aperto

 

 

LA PICCOLA GUIDA ALLA CYBERSECURITY A CURA DI ALESSANDRO FONTANA: TERZA ED ULTIMA PUNTATA

LA PICCOLA GUIDA ALLA CYBERSECURITY A CURA DI ALESSANDRO FONTANA: TERZA ED ULTIMA PUNTATA

Ecco la terza ed ultima puntata della piccola guida introduttiva per (cominciare a) di diventare esperti in materia di cybersecurity, qualora la frequentazione di un apposito corso di laurea non fosse (stata) possibile. Riportiamo di seguito, per comodità, l’elenco degli argomenti principali (nella prima puntate avevamo esaminato i primi otto).

 Applicazione Web e sicurezza dei browser

  1. Sicurezza delle reti e dei protocolli informatici
  2. Sicurezza interna dei sistemi operativi
  3. Valutazioni di sicurezza, test di penetrazione
  4. Tools e frameworks per gestire la sicurezza
  5. Crittografia e protocolli di sicurezza
  6. Sicurezza in ambienti virtualizzati e soluzioni cloud
  7. Hardware, firmware e soluzioni embedded
  8. Norme e policies
  9. Intrusion detection
  10. Monitoraggio e gestione degli incidenti
  11. Repertorio di attacchi informatici

 

Alessandro Fontana, ingegnere elettronico specializzato in cyber security ed intelligenza artificiale

 

 

  1. NORME E POLICIES

Oggi le organizzazioni sono sottoposte ad una forte pressione per sviluppare e mantenere adeguate capacità di difesa e intelligence nel cyberspazio, far rispettare il diritto penale e ridurre il rischio nelle infrastrutture critiche. Lo sviluppo di un dialogo globale sulla sicurezza informatica è essenziale per la stabilità e la sicurezza a lungo termine del cyberspazio e richiede una collaborazione a livello internazionale. Microsoft ha messo in evidenza cinque importanti principi che dovrebbero essere alla base delle discussioni internazionali sulle norme di sicurezza informatica: 1) armonizzazione; 2) riduzione del rischio; 3) trasparenza; 4) proporzionalità; 5) collaborazione.

 

Ecco alcune delle principali norme e policies in ambito cybersecurity:

– IEC 62443

– ISO 2700x

– ISO/SAE 21434

– TISAX

– UNECE WP.29 R.155-56-57

 

Risorse formative:

* IT security standards (Wikipedia): https://en.wikipedia.org/wiki/IT_security_standards

* Automotive Cybersecurity with ISO 21434, CSMS & SUMS (Vector):  https://www.youtube.com/watch?v=NlRw9d_NAr4

 

  1. INTRUSION DETECTION

Nonostante tutte le misure preventive, messe in atto per evitare gli incidenti di sicurezza, la possibilità di accadimento degli stessi non puo’ mai esclusa. Un intrusion detection system (IDS) è un dispositivo software o hardware utilizzato per identificare accessi non autorizzati a computer o reti. Se il sistema è anche in grado di bloccare i tentativi di intrusione, si parla di “intrusion and prevention”.

 

Un’importante distinzione tra gli IDS si basa sulle tecniche utilizzate. I sistemi “signature-based” controllano una serie di tracce o “firme” tipiche di vari tipi di scenari di intrusione noti. I sistemi “anomaly-based” costruiscono un modello del funzionamento del sistema in condizioni normali, ottenuto da misure statistiche ed euristiche; le potenziali anomalie vengono poi identificate come deviazioni da tali condizioni. I sistemi “signature-based” sono piu’ affidabili ma, per definizione, sono solo in grado di identificare minacce già note. I sistemi “anomaly-based” sono teoricamente in grado di identificare nuove minacce, ma possono presentare un elevato numero di falsi positivi.

 

_ Risorse formative:

* Intrusion detection with SNORT  https://youtu.be/Gh0sweT-G30

* IDPS – A global legal and technological perspective  https://youtu.be/Bn9a_Yy-Xw0

 

  1. MONITORAGGIO E GESTIONE DEGLI INCIDENTI

Una parte importante di ogni processo di cybersecurity è costituita dalla gestione degli incidenti di sicurezza. Questa attività ha l’obiettivo di identificare ed analizzare gli incidenti, e di apportare modifiche per evitare il ripetersi di altri incidenti in futuro. Nell’ambito di un’organizzazione strutturata, esiste normalmente un team di risposta agli incidenti, un team di gestione degli incidenti, e un sistema di controllo degli incidenti. Una parte integrante del processo è inoltre costituita dall’attività di “threat intelligence”, che ha l’obiettivo di identificare potenziali minacce utilizzando tutte le informazioni disponibili.

 

_ Risorse formative

* How to build an automotive cybersecurity incident response team (Bosch) https://www.youtube.com/watch?v=KCmgkkVseOk

* Penetration Testing, Incident Response and Forensics (Coursera) https://www.coursera.org/learn/ibm-penetration-testing-incident-response-forensics/home/week/3

 

  1. REPERTORIO DI ATTACCHI INFORMATICI

Se le norme e i processi costituiscono l’architettura del sistema di gestione della cybersecurity, è altrettanto importante conoscere i principali attacchi informatici: una conoscenza che deve essere costantemente aggiornata. Di seguito un elenco di alcuni attacchi e/o vulnerabilità, unitamente a risorse per consentire il continuo tracciamento degli stessi.

 

Attacchi e vulnerabilità:

– Black hole attack

– Broken Access

– Broken Authentication

– Brute Force Attack

– Buffer Overflow

– Code injection

– Command injection

– Cross-Site Request Forgery

– Cross-Site Scripting

– Denial of Service

– Downgrade attack

– Glitching attack

– LDAP injection

– Man in the middle attack

– NoSQL injection

– Path traversal

– Rootkit

– Ransomware attack

– Replay attack

– Reverse engineering

– Session Hijacking

– Server-Side Request Forgerty

– Side channel attack

– Spoofing

– SQL injection

 

_ Attacchi e vulnerabilità: malware

– Trojan horse

– Rootkits

– Backdoors

– Worm

– Virus

– Ransomware /screen-locking ransomware

– Encryption-based ransomware

– Grayware

 

_ Attacchi e vulnerabilità: Social engineering

– Phishing

– Email phishing

– Spear phishing

– Whaling and CEO fraud

– Voice phishing

– SMS phishing

– Social Engineer Toolkit (SET)

 

_ Attacchi e vulnerabilità: databases

– CVE

– MITRE ATT&CK

– CVSS

– OWASP

 

_ Risorse formative

* List of cyberattacks (Wikipedia)  https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_cyberattacks

* Man in the Middle Attacks & Superfish (Computerphile) https://youtu.be/-enHfpHMBo4

* Running an SQL Injection Attack (Computerphile) https://youtu.be/ciNHn38EyRc

* Phishing, vishing and smishing https://www.youtube.com/watch?v=Jtvgt3JhJBs

EMILIANO CORNACCHIA E LA SUA BSA: IL SOGNO REALIZZATO DI DIVENTARE IMPRENDITORE

EMILIANO CORNACCHIA E LA SUA BSA: IL SOGNO REALIZZATO DI DIVENTARE IMPRENDITORE

Emiliano Cornacchia e BSA: il sogno realizzato di diventare imprenditore

 

Emiliano Cornacchia, cliente dello Studio da ormai dieci anni, non ha la formazione del classico giovane imprenditore di moda oggi: liceo, università, master. Il suo è un percorso vecchio stampo, di quelli che sanno di gavetta e campi di provincia. Percorsi certamente più tortuosi, ma di un fascino ormai lontano, con alla base quella voglia matta di crescere, progredire, vivere ogni giorno la passione del proprio lavoro. Percorsi che sanno regalare soddisfazioni uniche.

“Lasciata la scuola a 15 anni e mezzo, nel 1991, ho iniziato come apprendista in un’officina meccanica specializzata in produzione di stampi per tagliaerba, la Dalla Pozza e Grassi, e lì sono rimasto fino all’anno del militare. Nel 1996 c’è stata la prima svolta: a 20 anni ho deciso di riprendere la scuola superiore. Furono cinque anni intensi ma bellissimi: di giorno lavoravo, di sera ero a scuola. Alle volte mi addormentavo sul banco, ma quell’esperienza mi ha dato tantissimo, e ancora oggi mi aiuta. Nel 2001 ho completato il percorso scolastico, diplomandomi come perito meccanico, ma al tempo stesso ne ho avviato uno nuovo lavorativo, lavorando per 5 anni nell’azienda di carpenteria meccanica di cui mio papà era socio al 50%. Nel 2006 c’è stata la seconda grande svolta, con l’inizio dell’esperienza di agente di commercio, sempre nell’ambito degli articoli di meccanica ed automazione industriale”

Come mai decidesti di compiere questo passo?

Era da tempo che coltivavo questo sogno, prima però ritenevo necessario acquisire la più ampia conoscenza del settore e comprendere al meglio le esigenze delle aziende con le quali mi sarei dovuto rapportare. La voglia di crescere, costantemente ma senza mai fare il passo più lungo della gamba, l’ho sempre avuta dentro: altrimenti, per esempio, non avrei fatto quei cinque anni totalmente immersivi di cui vi ho appena parlato.

Lo step successivo è stato da agente di commercio a imprenditore. Come ci sei arrivato?

Nel 2014 ho aperto BSA, un punto vendita specializzato in utensili, torniture e tosatura. Nel frattempo, avevo cominciato a collaborare con l’utensileria Dovera di Pero come rappresentante. Con il proprietario, l’inimitabile “sciur Dovera”, si instaurò un grande rapporto, in cui imparai moltissimo. Quando venne a mancare i figli ritennero di cedere l’attività, e così mi feci avanti, comprando il ramo d’azienda, e rimanendo in affitto negli spazi della Dovera. Dal 2018 la vecchia utensileria Dovera si è ormai trasformata in BSA, e questo percorso ha coinciso con una politica di graduale rinnovamento gestionale. Diventare un imprenditore è stata una sfida e lo è tutt’ora: l’entusiasmo però cresce ogni giorno, anche grazie ai risultati postivi. In questi anni siamo riusciti sempre ad aumentare in modo costante e considerevole il nostro fatturato. In questo cammino ci tengo a dire il mio grazie ai miei collaboratori ed ai professionisti Valeriano Clementi e Giancarlo Muliari, che nell’ambito delle rispettive competenze ci danno sempre un aiuto fondamentale.

Abbiamo ripercorso brevemente una lunga storia. Ma cosa ti riserverà il futuro?

Il prossimo traguardo è imminente: l’arrivo e l’entrata in funzione del magazzino automatico. Questo nuovo acquisto, che ha rappresentato un investimento per noi considerevole, porterà diversi vantaggi: maggiore sicurezza per i nostri dipendenti, risparmio di tempo per noi e per i clienti, aggiornamento in tempo reale dei prodotti disponibili e del loro quantitativo preciso. Più in generale, nel prossimo futuro il grande obiettivo sarà quello di darsi una struttura sempre più forte ed al passo con i tempi, robusta anche dal punto di vista delle competenze digitali e dell’e-commerce.

Metà giugno, inizio dei lavori per liberare lo spazio in vista del magazzino automatico

Fine giugno: i lavori proseguono a vista d’occhio

Qual è l’immagine che vorresti fosse associata a BSA?

Mi piacerebbe che BSA fosse sinonimo di competenza e rapidità e che fosse associata ad un approccio umano della conduzione degli affari aziendali: un occhio al fatturato, certo, ma un occhio anche a chi hai di fronte come persona, alle sue esigenze ed alla sua specificità. Inoltre, grazie anche agli stimoli dello Studio Muliari, vorrei un’azienda sempre più radicata sul territorio e partecipe del concetto di impresa coesiva: da questa volontà nasce la partecipazione di BSA alle varie iniziative promosse dallo Studio, come B-Net e a Fire Investors, oltre che agli eventi organizzati dalla sezione di zona di Assolombarda, guidata da Marco Delaini.

Frammenti di rapporto col territorio: la recente visita di Emiliano a Junior Plast di Limbiate con il dottor Giancarlo

PEPE CARNEVALE: IL VISIONARIO DELLA PORTA ACCANTO

PEPE CARNEVALE: IL VISIONARIO DELLA PORTA ACCANTO

Pepe Carnevale, il visionario della porta accanto

 

Con Giuseppe Carnevale, per tutti Pepe, bastano poche parole e capisci di trovarti di fronte ad un vulcano pieno di entusiasmo. Come tutti i vulcani, quando ti parla delle sue idee con il pensiero è già rivolto al futuro: il presente, per lui, è già roba vecchia. Come Studio Muliari abbiamo la fortuna di conoscere ad assistere professionalmente Pepe da tanti anni. La sua storia però parte dagli inizi degli anni Novanta, ed è sempre stata contraddistinta da visione imprenditoriale e passione, passione per il lavoro e soprattutto per le sfide. Il suo è un lungo cammino, quasi mai lineare, che lo ha portato oggi ad essere protagonista di un grande progetto a fianco di GreenIT, la joint venture tra Eni e Cassa Depositi e Prestiti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

GLI INIZI

Ad inizio anni Novanta, dopo la laurea in ingegneria gestionale, Pepe dimostra subito la sua vocazione e, con un socio, fonda un’azienda: si chiama Autocarica ed è 15 anni avanti rispetto al suo tempo. Troppo. “Autocarica era una sorta di BlaBlaCar ante litteram- racconta Pepe- L’idea era mettere in contatto chi veniva in auto a Milano, formando quelle che chiamavano le ‘coppie gemelle’. Il problema  era che praticamente internet non esisteva ancora, non era diffuso”. Questo battesimo del fuoco non spaventa Pepe, che a margine di questa prima esperienza imprenditoriale vola negli States come assistent manager per un’azienda che isolava i tetti dei capannoni industriali. Tornato in Italia, viene assunto dalla Dow Chemical, azienda chimica americana da 50 miliardi di dollari di fatturato presente nel nostro Paese fin dal 1960. Alla Dow Pepe percorre tutti i gradini della carriera aziendale: da semplice venditore a project manager dei business più importanti.

LA SVOLTA

Negli anni alla Dow Pepe si appassiona al mondo dell’eolico e si imbatte nella Blade Dynamics, una start up con l’idea di costruire pale eoliche in modo innovativo. E qui torna ad emergere in maniera prepotente la vocazione per le sfide e l’istinto imprenditoriale: molla la sua redditizia e sicura posizione alla Dow per andare a fare il CEO di una start up. Sotto la sua guida, la Blade cresce e viene acquistata dalla General Electric. Nel frattempo Pepe ha conosciuto Henrik Stiesdal, responsabile tecnologico della Siemens, un vero e proprio genio scandinavo, che a 17 anni si costruì da solo una turbina eolica a due passi da casa e che nella sua vita può vantare oltre 100 brevetti tecnologici. Quando Henrik va in pensione fonda una società che produce piattaforme galleggianti e Pepe ne diviene socio. Qui comincia l’ultimo tratto di strada, quello che porta fino ad oggi.

L’ACCORDO CON ENI e CDP

Nel 2017 Pepe è ad una fiera di settore a Bari, per presentare l’ultima tecnologia prodotta con Henrik. L’occasione è propizia per un altro degli incontri che gli cambiano la vita, quello con Luigi Severini, che da anni sta cercando di realizzare pale eoliche in Italia, scontrandosi perennemente con la burocrazia. I due decidono di unire le forze e danno vita ad una società con l’obiettivo, molto ambizioso, di costruire il primo parco eolico offshore (cioè quei parchi eolici costruiti sulla superficie di specchi d’acqua) in Italia. Si tratta di un progetto da centinaia di milioni di euro e servono dunque soci con grandi disponibilità, che Pepe e Severini trovano nel 2020 nella CIP (Copenaghen Infrastructure Partners), fondo di investimento danese, a cui poi si aggiungerà nel 2022 la GreenIT. Ora, non solo a livello figurato, sono pronti a navigare in mare aperto.

IL PROGETTO

“I progetti a cui lavoriamo prevedono la realizzazione di due parchi eolici offshore galleggianti in Sicilia e Sardegna, entrambi posizionati ad oltre 30 km dalla costa, per una capacità complessiva di circa 750MW. Quello in Sicilia, al largo di Marsala, sarebbe costituito da 21 turbine e da una capacità totale di circa 250 MW; quello in Sardegna, nella zona sud-occidentale dell’isola, da 42 turbine e da una capacità complessiva di 504 MW. Lo Stato ora deve definire il decreto per regolamentare l’asta che assegnerà i megawatt, cioè le capacità produttive. Noi comunque non siamo certo in una fase di attesa passiva. Abbiamo condotto gli studi di fattibilità e prove (attraverso sonde e tecnologie innovative) sul campo, assai dispendiose economicamente, per verificare la sicurezza del fondale marino, che non verrà danneggiato, e la riduzione ai minimi termini dell’impatto ambientale”.

LO SPUNTO DEL MESE: EFFETTI CONCRETI DELL’APPROCCIO COESIVO

LO SPUNTO DEL MESE: EFFETTI CONCRETI DELL’APPROCCIO COESIVO

Gli eventi di networking di Assolombarda: il filo rosso dell’approccio coesivo

 

La primavera 2022 ha portato con sé una piacevole novità per il territorio di Lainate: gli eventi di networking ideati da Marco Delaini (AD Fanuc Italia) e Marcello Belotti (presidente e fondatore ADP SRL) ed organizzati da Assolombarda, di cui Delaini è presidente di zona. Il più recente di questi incontri ha avuto luogo la scorsa settimana, ospitato da Idea Plast di Alessandro Trentini, un’azienda ormai storica della nostra città, ed è stato incentrato sul tema dei giovani e del loro inserimento nel mondo del lavoro. Gli imprenditori ed i professionisti del territorio si sono confrontati con Fondazione Comunitaria Nord Milano, rappresentata da Paola Pessina, già sindaco di Rho dal 1997 al 2007, ed hanno avuto modo di apprendere i progetti di comunità portati avanti da questa onlus legata a Fondazione Cariplo, progetti che ben rappresentano l’applicazione di quell’approccio coesivo che da sempre sosteniamo. L’incontro è stato poi impreziosito dalla visita ai laboratori di Idea Plast (visita che ha confermato che dietro ogni azienda si cela un mondo nascosto fatto di persone e passione) e dall’aperitivo conclusivo, che non ha rappresentato solo un classico momento conviviale, ma anche l’opportunità di scambiarsi idee e punti di vista su quanto ascoltato e sulle prospettive economiche dei prossimi mesi.

Il nostro auspicio come Studio Muliari è che tale esperienza si consolidi e che il gruppo di imprese partecipanti si allarghi. Questo non solo o non tanto per le opportunità di business che possono nascere dallo scambio di beni e servizi, quanto per il fatto che la dimensione relazionale e comunitaria costituisce la principale risorsa per la produzione di valore economico e sociale. Iniziative come quelle di Assolombarda sono quindi perfettamente coerenti con un modello di business attento alla sostenibilità sociale dell’impresa. Anche i dati dimostrano che l’approccio coesivo paga: le imprese caratterizzate da un elevato livello di relazioni, che interagiscono con il territorio e la comunità in cui operano, sono anche più performanti (fonte indagine Fondazione Symbola – Unioncamere). Torneremo su questi temi con ulteriori approfondimenti ed iniziative concrete a cui stiamo lavorando.

Giancarlo Muliari

Da sinistra: Alessandro Trentini, sua moglie Katia e Marco Delaini

L’immancabile aperitivo conclusivo: un momento anche di confronto e scambio di idee

25 marzo, Fanuc Italia: l’inizio di questa esperienza di networking